Mattia Bianucci Trainer: IL GRANDE SEGRETO PER RAGGIUNGERE IL PICCO DI FORMA VERSO UNA GARA DI MEZZOFONDO [PERSONAL FITNESS TRAINER SU MISURA NOVI LIGURE - ALLENATORE RUNNING]

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martedì 9 marzo 2021

IL GRANDE SEGRETO PER RAGGIUNGERE IL PICCO DI FORMA VERSO UNA GARA DI MEZZOFONDO [PERSONAL FITNESS TRAINER SU MISURA NOVI LIGURE - ALLENATORE RUNNING]

Sembra un concetto ridicolmente semplice, ma molti grandi atleti e relativi allenatori hanno fallito nei momenti piu' importanti (cioè raggiungere il picco di forma nella gare target) in quanto si sono scordati di un principio basilare, quasi banale.

Questo principio semplice ma importante si chiama RECUPERO. È solo una parola di otto lettere per alcuni atleti incalliti e per i loro allenatori - così abituati al duro allenamento e a spingere costantemente, tanto da essere diffidenti nel fare marcia indietro, mollare un attimino il piede dall'acceleratore anche per un breve periodo di tempo prima di una gara importante, al fine di auto-garantirsi che la miglior prestazione non sia solo possibile, ma addirittura probabile.


La forma più utile di RECUPERO per un atleta di resistenza è rappresentata da un lavoro a bassissima intensità ai primi livelli aerobici, Zona1 -Zona2. Questo riposo attivo ci assicura che i muscoli siano ripuliti dai metaboliti acidi e che il corpo si riprenda correttamente e adeguatamente dall'allenamento intenso (Principio alla base dell'Allenamento Polarizzato NdMBT). Qualunque sia il livello di alta intensità che l'atleta raggiunge in allenamento o in gara, deve essere compensato da un riposo attivo dall'intensità così bassa che può essere descritto come l'opposto della dura sessione appena terminata. Un geniale fisiologo russo di nome Nikolai Yakovlev scoprì che per molti atleti di mezzofondo nella normale curva a campana (vedi grafico NdMBT), un'ultima sessione anaerobica corsa esattamente all'intensità del ritmo gara-target, fosse meglio farla undici giorni prima dell'evento. Questa intensa sessione di lavoro dovrebbe essere seguita da circa 5,5 giorni di recupero attivo a bassa intensità e molto facile (jogging lento per un atleta di mezzofondo) per evitare che le profonde riserve di energia anaerobica del corpo balzino ad un livello maggiore prima di raggiungere l'apice della curva di supercompensazione altri 5,5 giorni dopo. Coach astuti come il neozelandese Arch Jelley, allenatore di John Walker - medaglia d'oro olimpica del 1976 nei 1500 metri e detentore del record mondiale nel miglio, erano soliti razionare e prescrivere blocchi di corsa facile a ritmo costante, in modo tale che i loro atleti non raggiungessero il picco di forma prematuramente, prima di una gara importante. Arch, che allena attivamente ancora oggi all'età di 96 anni, divenne noto per aver interrotto tutto il lavoro anaerobico impegnativo in pista di John Walker per due settimane nel periodo finale verso i giochi del Commonwealth 1974. Walker mostrava segni di miglioramento così rapidi che i commentatori pensavano che avrebbe raggiunto il picco di forma prima dell'inizio dei giochi. Invece a Walker venne appunto prescritto di correre a ritmo fisso da ½ sforzo sui sentieri della foresta locale (foresta e non strada, al fine di preservare tendini e articolazioni NdMBT) – e allo stesso tempo mantenere il “turnover” di gambe tramite brevi sprint con ampio recupero attivo facile, ma nessuna sessione anaerobica fu mai eseguita a ritmi che ricordassero intensità da record mondiale. Il risultato? La corsa aerobica costante servì a mantenere le sue fibre muscolari a contrazione lenta e il sistema aerobico in ottima forma, mentre gli allunghi brevi e reattivi con molto recupero (sistema anaerobico alattacido) rifinivano a sufficienza la sua tecnica di sprint e i muscoli a contrazione rapida di tipo IIB puri - per quel che concerne invece la capacità anaerobica (potenza lattacida) non poteva progredire ulteriormente, in quanto le fibre più anaerobiche, cioè quelle a contrazione rapida di tipo IIA, non venivano esercitate. Questa procedura fu come mettere il picco di forma dell'atleta “sotto ghiaccio” per un paio di settimane; giusto il tempo per condurlo alle batterie delle sue gare di mezzofondo, che gli servirono come ulteriore stimolo di rifinitura verso il massiccio picco finale (gare/batterie di qualificazione corse poco piu' veloce di un “time trial” o prova sul tempo a ritmo fisso NdMBT), culminato in un solidissimo secondo posto in 3:32.4, appena dietro al record mondiale di Filbert Bayi in 3:32.2 e ben al di sotto del precedente record mondiale dei 1500m detenuto da Jim Ryun con 3:33.1. (Articolo Originale: "The Great Secret of Peaking for a Middle Distance Race" Dr. Keith Livingstone. Traduzione in Italiano: Mattia Bianucci Trainer) #HITSystem #HealthyIntelligentTraining #ThePhysiologyOfExercise #MyOwnWorkout #LydiardFoundation

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