Mattia Bianucci | Preparatore atletico e Personal Trainer | Alessandria: AICS

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sabato 16 settembre 2017

Il fresco autunno di Cassano Spinola: StraCassano 2017

Buongiorno cari amici lettori!

Per la giornata di ieri, originariamente sul menu figurava un CV da 5000 m, ma la gara di Cassano Spinola, coi suoi 4,7 km complessivi, cadeva proprio a fagiolo, come si suol dire... e allora via! Si va! Ennesima gara serale e ancora una volta prima assoluta, in quanto non avevo mai corso la StraCassano precendentemente!

Cielo plumbeo, 14 C° e pioggerella sono le condizioni climatiche che ci hanno accompagnato prima, durante e dopo la gara; un centinaio gli atleti presenti sulla linea di partenza.. non male considerato il meteo; avverso direbbero i più, ma ideale per chi scrive. Come accennavo poco fa, 4,7 i km totali da percorrere nella formula a circuito di tre giri, da circa 1,5 km ciascuno.

Bello, veramente bello; una sorta di mini collinare da correre nel cuore del paese in un frenetico susseguirsi di curve e controcurve, tornanti in salita e discesa, continui mangia e bevi più o meno lunghi e più o meno pronunciati. Una gara che enfatizzava equamente caratteristiche di forza resistente e velocità, comunque non esente da qualche difetto: primo tra tutti la scarsissima illuminazione stradale, a cui se aggiungiamo le condizioni bagnate dell'asfalto, ha reso alcuni tratti di gara abbastanza azzardati, soprattutto sulla discesa appena dopo il primo lungo strappo di salita: svoltare a destra era come immettersi in un tunnel completamente buio, ma fortunatamente non più lungo di un'ottantina di metri. Qui si procedeva "a muzzo", per la serie "speriamo che non ci siano buche per la strada"  XD

Essendo quasi del tutto buio, ovviamente era difficilissimo scorgere la segnaletica a terra. Ora, io non so se qualcuno si sia trovato davanti a qualche cancello di abitazione, ma arrivati al culmine della seconda salitella su pavè, è stato quasi necessario fare testa o croce in corsa per capire dove andare!! XD A questo proposito ringrazio il compagno di squadra Davide Bulich per avermi mostrato gran parte del circuito in fase di riscaldamento.

E infine, l'ultimo neo è stata la presenza di una discesa da 80 m a rotta di collo con repentina curva a destra in rapida successione su cui rilanciare l'azione: una vera e propria rampa stracciagambe col solo scopo di spezzare, anzi direi proprio frenare il ritmo agli atleti in grande stile! Evitabile per i miei personalissimi gusti. E' stato necessario approcciarla con una tecnica a zig zag a falcate ridottissime tipica dei trail runners.... roba alla Kilian Jornet su sentiero montano per intenderci! XD XD

Ad ogni modo il mio voto complessivo è molto alto in quanto si tratta di una gara ad altissima adrenalina e molto divertente da correre! Basterebbe già solo illuminare di più il tracciato per migliorare parecchio la faccenda! La StraCassano ha potenzialità per giocarsela con la StraPozzolo in termini di qualità ;) Comunque 8.
"Imponendomi" di correre la gara come allenamento di corto veloce, concludo la mia prova in 18':23" con una condotta che mi soddisfa completamente. Senza spingere e con molte energie in serbatoio alla fine chiudo in quinta posizione assoluta e primo nella mia categoria! Che dire? Una bel regalo di compleanno che aggiunto al podio del 5000 in 2 corso a Novi mercoledi, completa una bella settimana assai prolifica! ;)

L'Atletica Novese fa incetta di piazzamenti senza se e senza ma... per i dettagli a riguardo vi rimando ad Atletica Novese e BioCorrendo.
Vi saluto con la galleria fotografica. Abbiamo cercato di salvare il salvabile ma con pioggia e oscurità non è stato possibile rendere più di tanto..

A presto!










































domenica 11 settembre 2016

33° Giro del Morto di Valmadonna

(Passaggio all'altezza del quarto km circa; ringrazio per la foto Fausto Guzzo)

(Team Quality: Tre squadre diverse, ma il cazzeggio rimane sempre e comunque assicurato!! Ah ah ah)



Stamattina è andato in scena il 33° Giro del Morto che ha come quartier generale la zona Camping Valmilana, per noi del Team Quality abituale campo di allenamento per preparare buona parte delle corse su misto dell'Alto Monferrato a cui partecipiamo e molto, molto altro ancora.
Con l'estrema calma data dalla certezza  di raggiungere il punto di ritrovo in meno di dieci minuti, l'appuntamento col Viper è sotto casa sua alle 8:15 e ci arrivo puntuale come un orologio svizzero, anzi oserei dire finlandese! In un battito di ciglia siamo già in collina, macchina parcheggiata e con indosso i pettorali: questo posto non nasconde nessun segreto per noi! Eh eh

Ci fa sempre piacere incontrare e scambiare quattro chiacchiere con gli amici abituali dei campi gara; il pregara ha i suoi "riti propiziatori" che guai trascurare! Ciascuno ha i suoi: lo stretching, gli allunghi, il jogging.. tutti dettagli che dicono molto di un atleta. Essendo arrivati con largo anticipo abbiamo tutto il tempo per riscaldarci bene, su una strada Valmigliaro popolata da svariati "gruppi di riscaldamento" in formazione.

Il tracciato del Giro del Morto è molto semplice da spiegare: intanto si tratta di un percorso storico utilizzato già dai fondatori del Gruppo Podistico SAI Frecce Bianche di Alessandria quali Peo Luparia e l'avvocato Mario Boccassi tra fine anni '60 e '70 che ne coniarono anche l'originale nome dopo il ritrovamento di un manichino tra le frasche, inizialmente scambiato per un uomo.. morto.... da qui, il nome. 
Il giro si sviluppa per un totale di circa 12,5 km su cui in pratica bisogna essere bravi a gestire ritmo ed energia fino al quinto km in semipiano o, se preferite, di regolare lieve ascesa; ma è proprio da questo punto in poi il vero cuore della gara ed è da qui che si capisce chi ne ha e chi no.
Valle San Bartolomeo presenta agli atleti la prima rampa, quella strada Varza lunga appena 450 mt ma caratterizzata da una pendenza dell'11% quasi repentina; gli atleti che hanno spinto troppo nei precedenti 5 km e vi si approcciano già impiccati, praticamente sono quasi spacciati per il proseguo della gara.

I giochi si fanno in definitiva dal quinto al decimo km di gara caratterizzati da salita praticamente continua e dove non c'è mai veramente la possibilità di rifiatare. Non appena si è smaltito il lattato sviluppato sulla strada Varza, ecco che dopo un brevissimo tratto in piano adiacente alle piscine La Collina si presenta il "passaggio nel boschetto"... saliscendi allo stato puro su sterrato che culmina su una salitina di fondo ghiaioso.
Tempo per recuperare? Neanche per sogno! Segue un rapido passaggio in discesa secca sempre su ghiaia che spunta sulla SS79, statale che viene rapidamente attraversata per affrontare l'ultimo strappo, come nelle edizioni di anni fa erano soliti scrivere sull'asfalto. Si tratta di due gobbe in successione, anzi a dire il vero tre, per molti "letali" chiamate Pisserot, che si è costretti ad affrontare quando ormai c'è ben poca benzina rimasta in serbatoio. Prima rampa 60 mt, 10 mt di piano, seconda rampa di 90 mt, scollinamento; segue una curva a sinistra in discesa poi a destra, giù diretti e di colpo in salita sulla terza e ultima rampa di un centinaio di metri, altro scollinamento...
A questo punto le gambe bruciano e il problema è che i successivi 1,5 e forse qualcosa più km sono al 95% in discesa; chi ne ha dà l'ultima sferzata per staccare, chi è imballato invece deve solo cercare di ritrovare il controllo ed una buona forma di corsa mentre si ridiscende verso la Piscina Valmilana dove agli atleti spetta un lungo e liberatorio rettilineo in semipiano dopo essersi cuccati 1500 mt di discesa prima su asfalto e poi su un passaggio in sterrato tutto curve.

Questo è il tracciato del Giro del Morto descritto, mi auguro, in maniera dettagliata. Ho affrontato la gara senza nemmeno azionare il cronometro, ero più concentrato su altri aspetti della corsa, come la corretta respirazione e la forma, su cui mi focalizzavo puntualmente ogni 10' tramite un segnale acustico del timer. Ho corso molto liberamente e, a sensazione, credo di aver terminato la mia prova i 51-52'. Presto andrò a controllare giusto per curiosità su BIO CORRENDO cosa che invito a fare anche a voi per avere una panoramica generale su questa 33^ edizione del giro

In Valmilana, stamattina si è ritrovato tutto il Team Quality con il sottoscritto in seconda posizione sul podio di categoria, il Viper idem, Claudia Marchisa prima donna e da sottolineare infine anche la buona gara di Alessandro Schiara. Claudia, supervisionata dal coach Francesco Labate, sta ottenendo miglioramenti qualitativi costanti, evidenti già solo questa settimana con le vittorie di stamattina e di Spinetta venerdi.

L'evento è stato organizzato ottimamente dalla SAI Frecce Bianche, nessuna mancanza da sottolineare, se non il fatto che, a mio avviso, un ristoro in più prima dell'ultimo strappo non avrebbe guastato. Per il resto è stata una piacevolissima mattinata di risate e sport culminata con l'egregio Pasta Party finale messo a disposizione dall'organizzazione!

A presto!


domenica 9 agosto 2015

Camminata Pessinatese 2015 - Undici anni dopo

(Questa gara non è stata minimamente publicizzata, fatta eccezione, stranamente, per il Piccolo di Alessandria; e il peccato è stato solo per chi non l'ha corsa; a mio avviso, una delle più belle gare della provincia)


(Il Team Quality con l'ospite d'eccezione, Diego Scabbio, primo assoluto)


(L'impegnativo finale, ancora, e in modo repentino, passaggio da discesa ripida su difficile sterrato a rampa in salita, a 500 m dall'arrivo)

(Claudia Marchisa e Diego Scabbio, i vincitori della Camminata Pessinatese 2015)

(Belvedere)


2004-2015; la Camminata Pessinatese fu la prima gara corsa in maglia SAI Frecce Bianche ben undici anni fa, dopo che Paolone degli argini mi presentò a Peo Luparia, allora attivissimo Presidente della squadra.
Sbagliai completamente l'approccio a quella prima gara, e, nonostante il consiglio di Stefano "Cavallo Pazzo" di andarci piano sulla discesa iniziale, non riuscii a dosare bene l'impulso di partire forte, ero troppo gasato - col risultato che andai verso "l'autodistruzione" già a pochi metri dall'imbocco della prima salita, e il resto fu un semi calvario da gestire fino alla fine. 
Ci vollero parecchi giorni per recuperare la gara, ma la mia motivazione era alle stelle e mi sentivo gasatissimo dopo questa esperienza. In SAI eravamo in tanti, i più anziani mi davano consigli che apprezzavo, ci spostavamo addirittura con il pulmino "griffato" di squadra e mi sentivo parte di un gruppo, una sensazione che ti fa sentire forte.

L'edizione 2015 di stamattina, "Ricordando il Maestro, Giuseppe Colla", è un'altra storia; ne è passata tanta, tantissima di acqua sotto ai ponti in questo lasso di tempo; in questi anni ho sperimentato tanto a livello sportivo anche allontanandomi parecchio dalla corsa, modificando il mio fisico per più discipline aerobiche, verso un approccio MultiSport che più mi si addice. 
Quest'anno ho voluto rifarla, in primis perchè si tratta di una delle gare più difficili della nostra provincia (sebbene sia stata inspiegabilmente snobbata sia su carta che on line), tecnica e dalle caratteristiche molto variegate, asfalto, sterrato, ciottoli, un ibrido perfetto tra gara su strada e trail; e poi perchè ci tenevo a correrla meglio.
Difficile gestire la distribuzione dello sforzo progressivo con una discesa piuttosto secca e piena di cambi di direzione e tornanti fin dall'inizio, il rischio è quello di andare sovra-ritmo. Si raggiunge l'imbocco della salita troppo forte, e il ritmo si spezza di colpo, adeguando il passo ad una lunga scalata, a sensazione una salita lunga più di 4 km, dapprima su asfalto e successivamente, nella fasi più impegnative, su sterrato e ghiaia.
E' tra il quinto e il sesto chilometro che è sopraggiunta una lieve crisi che mia ha fatto rallentare notevolmente, ma che in seguito, con calma e concentrazione sono riuscito a risolvere, rimettendomi sul giusto binario.
Nel momento di disagio sono stato superato dall'amica Claudia Marchisa (che ringrazio per il supporto) e successivamente dal mitico Alessandro.
Per rimettermi in carreggiata, dopo il settimo chilometro, in un tratto di lieve discesa, sono stato al passo di Alessandro, grande aiuto morale, riuscendo così a rilassarmi e a recuperare energia.
All'imbocco dell'ultimo tratto boscoso di discesa ripida e piena di sassi verso il torrente, mancavano ormai praticamente 1500 m all'arrivo, e a questo punto mi sono letteralmente fiondato giù.

Aver optato per indossare le mie Nike Wild Trail da trail running si è rivelata una scelta azzeccata, considerando il tracciato misto che abbiamo trovato. Su questo discesone ripido vedevo davanti a me Claudia e Alessandro in fase di frenata avvicinarsi sempre di più e sempre più vicina anche la fine del percorso, psicologicamente un sollievo. Per quanto possibile, ho ulteriormente proiettato il peso in avanti riuscendo a recuperare due posizioni, stringendo in denti sull'ultima rampa asfaltata - un muretto ripidissimo di 15 m (una brutta visione verso fine gara) da scavalcare per ritrovarsi sulla strada principale, finalmente verso l'arrivo.

Chiudo la mia prova in quinta posizione assoluta e secondo della mia categoria, con il tempo di 42':43'', rifacendomi nettamente dall'edizione 2004!
Una gara davvero difficile, in cui le possibilità di rifiatare sono poche o nulle, con una salita centrale davvero lunghissima e impegnativa.

Vince l'amico Diego Scabbio in scioltezza, facendo praticamente il vuoto dietro di sè in 36' e rotti (purtroppo non sono ancora in possesso di nessun tipo di classifica e/o tempi). 
Un plauso a Claudia e ad Alessandro per la costanza di risultati e la continuità che state dimostrando sia nella voglia di allenarvi che nella condotta di gara! Bravi!
In modo particolare Claudia, oggi nuovamente prima donna del percorso!
E Tiziano: lo sai che oggi sei stato bravo a gestirti, in uno dei tracciati più impegnativi della provincia, tra l'altro affrontato per la prima volta! So bene che la voglia di mollare su quel salitone è tanta, e i perchè che ti balenano in testa sono molti, ma li hai scacciati.. e hai combattuto e vinto! Fino alla fine!

L'organizzazione è stata essenziale ma comunque funzionale; percorso ottimamente segnalato e presidiato nelle svolte, con l'unico neo, il fatto che due soli punti di ristoro secondo molti non fossero sufficienti; per il sottoscritto un dettaglio, dal momento che sono solito idratarmi molto bene prima, e in gara mi verso l'acqua principalmente in testa.. Acqua, tè e biscotti come ristoro finale, sono stati più che buoni; inutile esagerare, visto che il Ristorante Belvedere era a portata di sedia!!!
Poca partecipazione purtroppo, per questo spettacolare, duro, tecnicissimo percorso immerso nello stupendo scenario della Valborbera. Non sapete cosa vi siete persi!

A presto!!