Mattia Bianucci Trainer: Q&A: Corsa Lunga Lenta - Va bene spezzare il lungo i due fasi giornaliere?

Aiutami a far crescere il sito con una piccola donazione. Grazie! ;)


"AIUTAMI A FAR CRESCERE IL SITO CON UNA PICCOLA DONAZIONE. GRAZIE! ;)"

martedì 7 gennaio 2020

Q&A: Corsa Lunga Lenta - Va bene spezzare il lungo i due fasi giornaliere?

**La DOMANDA che mi giunge dal web:

“Sono una maratoneta di 41 anni e talvolta, per esigenze di tempo e famiglia, mi trovo costretta a “spezzare” il lungo originariamente programmato da 2 ore in due sessioni da 1 ora ciascuna. Secondo te, va bene fare così a livello di benefici allenanti? Ottengo più o meno lo stesso risultato?”
M.

**La RISPOSTA:

"L'esercizio continuativo e prolungato è necessario al fine di sviluppare nuovi capillari (capillarizzazione), perciò due blocchi separati di allenamento da 1 ora, (integrando e riposando nel mentre) non possono neanche lontanamente risultare efficaci quanto un lungo intero da 2 ore.
Questo è spesso un discorso tirato in ballo da quei runners amanti della Corsa Lunga Lenta (CLL) a favore del loro particolare approccio a questo tipo di uscita; ad ogni modo, mentre se da una parte è vero che alla lunga otterranno benefici correndo per diverse ore ad un passo lento, dall'altra non raggiungeranno i migliori risultati. Un maggior sviluppo del sistema cardiocircolatorio è ottenuto con una più alta “pressione aerobica” di esercizio, rispetto a quella che normalmente si riscontra nelle CLL.
Per ottenere risultati superiori in queste uscite (che appunto vanno interpretate come blocchi unici di allenamento da minimo 90') bisogna ambire ad un livello di lavoro dal 70 al 100% (Karvonen) del miglior sforzo aerobico, il che non significa quindi “fare jogging” o “tapasciare”. Riassumendo, gli atleti – sottoponendosi a ragionevoli protocolli di allenamento aerobico ogni giorno, stimolano il metabolismo dei loro corpi a fornire sangue via via sempre più ricco di ossigeno (ossigenazione), sviluppando così:

  1. Un miglior assorbimento e trasporto di ossigeno ai muscoli.

  1. Una più rapida circolazione sanguigna dal cuore attraverso le arterie, arteriole, capillari e vene verso i polmoni e i muscoli, e di nuovo indietro verso il cuore.

  1. Una più efficiente ventilazione polmonare e capillarizzazione, così come un miglior utilizzo dell'ossigeno nei muscoli.

Più velocemente il cuore riesce a pompare sangue attraverso il corpo, migliori saranno le performance atletiche. E questo è possibile ottenerlo solo tramite SINGOLE USCITE sufficientemente lunghe e intense atte a sviluppare la dovuta “Stamina” per sostenere l'intero percorso di condizionamento atletico."

**Mattia Bianucci - Personal Trainer ONLINE**- Alessandria e Novi Ligure




Nessun commento: